Paesaggio di contrasti tra boschi, dolci colline, campagna dai colori caldi, macchie di ulivi e pascoli bruciati dal sole: ecco Matera, città che si affaccia, con il suggestivo labirinto dei "Sassi", sullo strapiombo scavato dal torrente Gravina.
Oltre, la Murgia materana, il cosidetto giardino di pietra: chiese e stalle scavate nella roccia, ultimo lembo della Basilicata prossima al confine pugliese.
I Sassi, che danno celebrità a Matera, sono un complesso urbano originalissimo, con abitazioni scavate nella roccia, sviluppatosi sull'orlo e sui fianchi di una profonda Gravina. Si distinguono in due settori: il Sasso Baresano a nord e il Sasso Caveoso a sud.
I Sassi derivano dalle prime abitazioni delle tribù insediatesi sulle due sponde della Gravina fin dal Neolitico.
Entro questo baratro scosceso, fittamente innestato di case metà fuori e metà dentro la roccia, viveva in condizione di grande povertà una intera popolazione.
Negli anni sessanta del secolo scorso erano in buona parte ancora abitate. Carlo Levi denunciò la vergogna delle case grotte oramai non più corrispondenti alle moderne esigenze sopratutto igienico sanitarie.
Vennero attuate previdenze governative per la costruzione, vicino alla città, di un grande quartiere, la Martella, ove trasferire tutti gli abitanti dei Sassi. Fatto unico, oggi le case dei Sassi sono patrimonio dell'umanità sotto la tutela dell'UNESCO.
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