sabato 22 gennaio 2011

La processione della Madonna della Bruna (seconda parte)

Il carro della processione è trainato da otto muli bardati con sfarzo e scortato da cavalieri armati di lance, lucenti corazze ed elmi dorati con tanto di pennacchi. Il cocchiere è celato alla vista da drappi e schiere di angeli.
Lo stuolo di cavalieri rievoca lo stupore dei notabili che, chiamati da un carrettiere su richiesta di una nobildonna misteriosa incontrata in aperta campagna ed accompagnata in contrada Piccianello, la trovarono ad attenderli la Madonna.
Al termine della processione quando la Madonna della Bruna scende dal suo baldacchino e torna in cattedrale, la folla prende d'assalto il carro trionfale e lo distrugge.
Ogni pezzo della spoliazione, sia angioletti che fregi dorati, è considerato reliquia. La distruzione del carro ricorda una beffa ai saraceni, i quali volevano quella statua venerata con amore. Attaccarono il carro coperto d'oro e accompagnato in processione dalla città intera ma lo trovarono vuoto: Maria era stata nascosta in un anonimo carro di fieno e portata al sicuro. Sentendosi beffati i saraceni sfogarono la loro rabbia riducendo in briciole quel capolavoro di carro costato tanta fatica ai maestri artigiani.

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