sabato 22 gennaio 2011

La processione della Madonna della Bruna (seconda parte)

Il carro della processione è trainato da otto muli bardati con sfarzo e scortato da cavalieri armati di lance, lucenti corazze ed elmi dorati con tanto di pennacchi. Il cocchiere è celato alla vista da drappi e schiere di angeli.
Lo stuolo di cavalieri rievoca lo stupore dei notabili che, chiamati da un carrettiere su richiesta di una nobildonna misteriosa incontrata in aperta campagna ed accompagnata in contrada Piccianello, la trovarono ad attenderli la Madonna.
Al termine della processione quando la Madonna della Bruna scende dal suo baldacchino e torna in cattedrale, la folla prende d'assalto il carro trionfale e lo distrugge.
Ogni pezzo della spoliazione, sia angioletti che fregi dorati, è considerato reliquia. La distruzione del carro ricorda una beffa ai saraceni, i quali volevano quella statua venerata con amore. Attaccarono il carro coperto d'oro e accompagnato in processione dalla città intera ma lo trovarono vuoto: Maria era stata nascosta in un anonimo carro di fieno e portata al sicuro. Sentendosi beffati i saraceni sfogarono la loro rabbia riducendo in briciole quel capolavoro di carro costato tanta fatica ai maestri artigiani.

venerdì 21 gennaio 2011

La processione della Madonna della Bruna

Matera, come ogni borgo della Basilicata, ha le sue antiche tradizioni popolari. La tradizione più sentita e partecipata dai materani è la processione della Madonna della Bruna.
La statua della Madonna della Bruna si trova nella chiesa madre della città. Il nome di questa Madonna, venerata fin dagli inizi del secondo millennio e festeggiata il 2 luglio nel giorno della Visitazione, deriverebbe dal monte Hebron, in Giudea, dove Maria si sarebbe recata a trovare la parente Elisabetta per annunciarle di essere incinta. Ma alluderebbe anche al colore scuro della sua pelle alla maniera delle Madonne Bizantine o, ancora, alla mitologia dove l'appellativo di Bruna sarebbe riferito all'antico amore per la Terra-Madre propiziatrice di buoni raccolti e fertilità.
Il 2 luglio prima del sorgere del sole i pastori entrano nella cattedrale, che domina il magico intreccio di case-grotte dei Sassi, e salutano l'immagine della Madonna della Bruna prima di portare al pascolo le greggi. Al sorgere del sole arriva il corteo dei cavalieri che scorterà Maria fino alla parrocchia di Piccianello dove i maestri artigiani hanno preparato la meraviglia di un grande carro trionfale: il baldacchino dorato, gli angioletti e scene sacre modellate dalla cartapesta.
L'impiego del carro della processione risale al 1400 per merito del conte Tramontano. Alla sua costruzione lavorarono per settimane, allora come oggi, falegnami, pittori, indoratori, cartapestai.

giovedì 20 gennaio 2011

Matera (seconda parte)

L'abbandono della città di Matera creò una città fantasma e, nel contempo, un fatto curioso, ovvero un escamotage utilizzato dalle giovani coppie che si sposavano ma, per mancanza di mezzi economici, erano privi delle case in cui andare a vivere.
A matrimonio avvenuto i novelli sposi occupavano abusivamente uno dei tanti siti abbandonati e chiusi per inidoneità, costringendo l'ente comunale preposto ad intervenire per liberare coattivamente il sito e a sistemare la giovane coppia in un appartamento adeguato.
Poco dopo il 1990 sono iniziate le operazioni di recupero e risanamento edilizio/abitativo dei due antichi rioni dei Sassi, risvegliando lentamente i vicoli, le scale e le chiese scavate nel tufo.
Subito dopo i primi restauri si sono aperti bar e trattorie e sono tornate le botteghe artigiane di lontana tradizione.

mercoledì 19 gennaio 2011

Matera

Paesaggio di contrasti tra boschi, dolci colline, campagna dai colori caldi, macchie di ulivi e pascoli bruciati dal sole: ecco Matera, città che si affaccia, con il suggestivo labirinto dei "Sassi", sullo strapiombo scavato dal torrente Gravina.
Oltre, la Murgia materana, il cosidetto giardino di pietra: chiese e stalle scavate nella roccia, ultimo lembo della Basilicata prossima al confine pugliese.
I Sassi, che danno celebrità a Matera, sono un complesso urbano originalissimo, con abitazioni scavate nella roccia, sviluppatosi sull'orlo e sui fianchi di una profonda Gravina. Si distinguono in due settori: il Sasso Baresano a nord e il Sasso Caveoso a sud.
I Sassi derivano dalle prime abitazioni delle tribù insediatesi sulle due sponde della Gravina fin dal Neolitico.
Entro questo baratro scosceso, fittamente innestato di case metà fuori e metà dentro la roccia, viveva in condizione di grande povertà una intera popolazione.
Negli anni sessanta del secolo scorso erano in buona parte ancora abitate. Carlo Levi denunciò la vergogna delle case grotte oramai non più corrispondenti alle moderne esigenze sopratutto igienico sanitarie.
Vennero attuate previdenze governative per la  costruzione, vicino alla città, di un grande quartiere, la Martella, ove trasferire tutti gli abitanti dei Sassi. Fatto unico, oggi le case dei Sassi sono patrimonio dell'umanità sotto la tutela dell'UNESCO.

martedì 18 gennaio 2011

La Basilicata

La Basilicata fu un antico crocevia di razze e di culture. Durante la fase neolitica gli abitanti dell'Italia meridionale subirono un generale rivolgimento.

Dalla penisola balcanica, dopo essere giunte sulla costa pugliese, nuove popolazioni si spinsero verso gli Appennini installandosi nel centro di questa regione.

Tra il 1300 e 1200 a. c. un nuovo popolo, i LYKI, proveniente dai territori danubiani, si insediò nel cuore della Basilicata fondando vari insediamenti e borghi fortificati.

Da questo popolo la regione prenderà il nome di Lucania. In seguito la Lucania conobbe gli effetti della colonizzazione greca irradiatisi attraverso le naturali vie di comunicazione del Sinni, dell'Agri, del Bradano e del Basento.

Testimonianze tangibili dell'occupazione greca del territorio sono i monumentali resti della colonia achea di Metaponto.

Il nome di Basilicata, sostitutivo di quello di Lucania, è opinione prevalente che derivi dal nome dei governatori bizantini, "basilikos", che ancora verso l'anno 1000 guidavano, esercitando il potere politico e amministrativo, questa parte del territorio a quel tempo facente parte dell'Impero Romano d'Oriente.

Una storia tanto affascinante per una regione purtroppo spesso ignorata che ha tante frecce al suo arco regalando paesaggi ed esperienze di vacanza uniche!

mercoledì 5 gennaio 2011

Il Sudafrica ti aspetta!

Tre giorni di intenso divertimento a Città del Capo, in Sudafrica, questa è la proposta del Parliament Hotel di Cape Town. Una tre giorni ricca di emozioni, avventura e sport in un contesto dalla bellezza straordinaria: Cape Town è infatti  una città affacciata sul mare e a ridosso delle colline, che offre la possibilità di scoprire la natura da diversi punti di vista.

Il Parliament Hotel propone una soluzione di soggiorno breve, conveniente, ma che promette di farvi vivere in modo intenso l’Africa e la sua libertà.
Ed ecco il programma imperdibile:
  1. Il primo giorno culmina con una cena a bordo dell’elegante imbarcazione Tigger 2, e, a seguire, lo spettacolo del tramonto al Capo con la visione del Table Mountain e dei Dodici Apostoli sullo sfondo.
  2. Il secondo giorno inizia con una escursione sulla Table Mountain, dove i più temerari possono anche provare la discesa calandosi con una corda da oltre cento metri; nel ritorno sulla spiaggia di Houtbay si può provare l’insolita disciplina del sandboarding: la tecnica della tavola utilizzata sulle dune di sabbia! Da qui si attraversa il Constantia Neck fino a False Bay dove si può indossare il costume per fare surf! Una volta tornati sulla terra asciutta e avere cenato in hotel e si esce di nuovo per una serata tra i migliori club della città. 
  3. Il terzo giorno è riservato allo shopping e si conclude con un cocktail di arrivederci sulla spiaggia.